
C a l u m e t
2 4 b o c c a t e
di
G a e S p e s
" quando mi sarò
seduto, sedendo qui
sarò la sedia . "
EGO
Ritmo s'una lunghezza
d'onda ferace l'eco
d'antitetiche ombre
che da un'ansata coppa
mi perfondono a schisa.
E non ne corre pace
che mi stemperi il sale.
Ma non v'è altro rimare
che non rumi in un male
anche se a secco.
***
COLORI
Piango stanotte le mie lacrime viola
- rosso dell'ardire , azzurro di sognare -
viola dell'incontro insano
viola dello scontro vano
lagrime di coccodrillo
di polarità scintille.
Piango per una mia vita di color arancio
- rosso di lottare , giallo del pesare -
il certo arancio del coraggio
l'incerto arancio del mio velo saggio
vita di pallore
di focosità bagliore.
Piango la mia verde speranza
- giallo della luce , blu della pazienza -
verde dopo giovinezza
verde d'una provvida amarezza
il non disperare da quest'impotenza
ceneri bianche della mia nerezza .
***
SOLTANTO
Qualunque cosa adduca
digerirà
il tempo.
Soltanto non
potrà giammai ingerire
ogni me assente.
***
MATER CALCUTTA
Sudare sul miracolo perverso
d'un amore che NON cede alla morsa
che seduce da complici vetrate ,
ma di pace ristora lo sterrato
non da geniche alee circoscritto
su incontri rotolanti dispersione...
solamente - dicevi - è la ragione
della gioia.
( A Ma Anandamayi ,
madre di gioia ,
a Madre Teresa
da Calcutta sulla gioia ,
e a chi io non conosco
ma sa amare .)
***
OCCIDENTE
Caverne dalla pietra che s'intaglia
parvenze di merito non portano
alla riviera.
Non con mani converse sulla traccia
ad erpicare.
Con le catene della imago lucida
di passo in passo sopra anelli solidi
non giunge la promessa ad una proda.
Ma cresce il peso e accorda la caduta
del vecchio astro dalla parte deponente
per la fase che nel carico trascorre
alla sorgente.
E le barche e le spiagge in questa florida
regione di corrente sono in largo
dischiudersi di lago in un pianeta
che nel dimenticare scorge il mare
in rotazione...
e vive e si racconta il penetrare
di mondi in mondi lungo il circuitare
che simula tramonti...
e adesso maschio adesso femmina si pensa
terra o cielo,
scoprendo che è la pagina che fa
declino od alba.
***
PREGHIERA
Svegliami in un mattino dove
con il tempo possa
posare il peso dell'intento
e suscitare
senza mito e forma
il perso canto.
Alzarmi non sarà
più necessario
alle strettezze della decisione
verso la luce di
quella coscienza
che è motivo.
Svegliami in quel giardino
mio destino
dove non fiori, non
zampilli e fate
siano corteggiamento
ma il compiuto.
***
NON SI PUO'
Alternamente
le onde apportano il vortice che annoda
Sarà portato altrove
da altre onde.
Non si può chiedere
al mare
d'esser lago.
E non si può
di mare o lago
fin quando è soffio
che non amiamo
veder legge.
Dentro un respiro muto
all'apparenza
si sciolgono dai miti
le strade dei primordi.
L'onda accetta.
***
PRAGMA
Tortuose laidezze
corpose mi assediano il lieve.
Le affaccio.
Le faccio.
Le sfaccio.
Non è rimediare
che medica finto frastuono
respiro di suono
che riempia un candito polmone.
***
MARINAI
E' finita la stella delle nevi.
Dagli innumeri adorni firmamenti
ne son perse le luci sotto i mari
che già sposarono timoni attenti.
Sono i venti che ora guidano le navi
di politici anonimi corsari
rintanati lì dentro in stive abbienti
a curarsi dei personali altari.
Siamo stanchi di remi e di frangenti.
Navighiamo sonori insufficienti.
E la vela della nullità
si rigonfia di eterna brevità.
***
L'ANCORA
Scorgi dal tuo silenzio
la musica dei limpidi esagrammi.
Nella parola serbane la cifra
in danza che travalica il tuo peso.
Che spazi di fruizione incidere
in escursioni animiche
immillanti
turgori bardati di presenza ?
Cogli nell'omeopatica
solvenza solo l'eco
di questa tua inclusione.
L'àncora siamo noi
infermi sempre
ad anelare fuori un dio
da dentro l'utile
che sia gratuito eterno
inconoscibile.
***
TERRE
L'irto del ventre solido di Gea
sulla mia mappa è un gioco di marroni
intreccio di catene nel pensiero misurate
spazi di desiderio per la libertà
dal mio cielo d'intonaco ammuffito.
Sagome popolate dall'idea
segnate da fonemi evocativi
ospiti di modulazioni che mi sono dentro
come vissute da forme obbligate
ridefinite dal limite che è attuale.
Presso la fiamma e i venti del Destino
non può una mente lisa navigare i modi
fremere i mondi in una conclusione.
Anche se il tempo evira la presenza
che seppellisce le pluralità
regna tiranno vomitando angustie.
( A J.L. Borges ,
viaggiatore subintonacale)
***
DIETRO
IL baratro del tempo, qui
nel mio ritorno adesso
ad una vita di dieci anni soli
indietro, a questo quartiere
che fu diversità
di soglie e di barriere.
Vecchia università,
più vecchia di dieci anni
di nuove novità,
lavata dai pensieri.
Sono fermi
i palazzi.
Ma accolgono paure
che neanche se ne accorgono.
Te le restituiscono
quando ti ci rivedi.
***
COLAZIONE
A un tavolo di corsa
a voci echi elettronici
di motti preriscaldati
anche a un tavolo in fretta
può premere il rifiuto, l'immagine
di te che getti passato scuole e briglie
incartamenti nonché prosecuzioni,
con la tua tazza di caffè macchiato
in un giovevole lavello tentatore
forse via d'altra colpa ma immediabile
taglio delle catene che ti apportano
tavolo fretta passato e caffè caldo
e voci d'echi mendaci
che additano così la conoscenza
l'ordine e la possibile coscienza
che in tante coppe ha già tanto annegato
ed altre ancora qui urge e si forgia
che sono sempre, inevitabilmente
coppe di briglie, corse, e di rifiuto
voci di premere ma di non gettare
tazze di macchie che additano altre macchie
tazze su tavoli d'echi riscaldati,
coppe che attendono caffè...
sotto il lavello.
***
EPITIMIOCORIA
Se giocherà la linea-mondo che mi porta
varie tangenze con la tua che m'ha incrociato
(sarà per fato o per combinazione...)
e già seguito per il tratto d'una notte
adesso in questo tratto, questa notte,
fra comodi silenzi e sazietà
di erotici silenzi eredità
mi dico che le linee stanno tutte
cronotòpico agàpe a gravitare
nel sentiero di pace, e dopo nodi
e curve e labirinti e voluzioni
per tempi che non sa il mio misurare,
andranno tutte in una
ad ammarare.
***
ALBERI
Cielo di calce ed assillo
scalfito da domato verde
sono la casa di una consuetudine
agiata, a questo "amato" fiore.
A un non fiorito amore.
Non sa che cosa sia la fioritura.
Non sa di semi, di miglioramenti.
Vive peltato in vimini viventi.
Sogna rapito d'arie e aurore ignote,
suoni, silenzi che non siano segno.
Anche in un letto di lenzuola bianche
(che pure sono limbo d'un oblio)
può il primo esilio arroventare il voto
ed il languore di ritorno vano...
e poi ghiacciare al grande immoto.
Alberi neri fermi sull'altura,
che stamattina frangevate un nuovo
giorno, e la luna fa frangia alla notte,
siate voi forte la poesia, la vita
lontana della irraggiungibile ombra.
***
MOLE
Come potere non
bagnarsi toccando acqua.
Un mistero di presenti ci perfonde
delle sue inettitudini
e d'inattese fedi.
Il contatto, il fine, il camminare
ci concedono punte a depredare
costituendo alate
latitudini a ritrecini costrette.
***
PARADIGMA
Nel momento in cui turbo
il mio sacro, perscruto e distillo,
sono in un pacco di ossute orbità
che mi ghignano a crudo
per quanto svuoto.
Ché questo ignoto è dato
tangere poco
da una pienezza stòlta da ossesso .
***
MADRE
L'intensità del mondo
nel bacio di una madre
si scioglie dalle nude reti
rigide nel senso.
D'immenso albore pettina
flebili bianche tinte
che portano uno sguardo
specchio dell'alto umano.
Ed è grigio
il colore
del saper dare più
di quanto cede il tempo.
***
LA SOSTA
Una baracca in mezzo alle baracche
semplici case e negozi della strada
limite e sfogo anche alle vacche sacre.
Un uomo ninna la figlia striminzita
la dà per bambola alla sorellina
che se la porta via come una scimmia.
Mi guarda rapida.
Mi sgretola il sorriso.
Mi lascia al tè aromatico
ed alla notte insonne,
al ricco mucchio di escremento annoso
che passa a farmi delle mie opinioni.
***
MIETITURA
I campi erano fitti
e non di grano
perché non fosse detto che di fame
era il prospetto
e gonfio il carro di necessità.
E gli operosi ardevano
nel sole, e nella nebbia
a dirozzare i clivi
delle ruvide punte, ed urticanti
spighe d'amplesso
folte sulla nodosità
di ricchi umori,
sulla tumidità
del primo grano.
***
OLOCAUSTO
Sono già state
schiacciate, tra le risa
ed elusioni, ossa cosparse
dell'abbandono, mentre dietro mura
di fortilizi immeritevoli striavamo
i nostri gaudii cuciti di premure
e recezioni ( l'onta
del gaudio è sempre postuma
o fugace ) , mentre ( noi incapaci
a darcene ragioni ) esse scricchiavano
in noi dal bassofondo
incontemplato che non abbandona ,
forse ragione indipendente dei compensi .
Ora che gioia ( che è distacco )
in me confondo
con dei sorrisi surrettizi e rassegnanti
supplici, a dribblare
con i supplizi che mi spettano e rispettano
le croci ( inquadratura d'immutabile
giustizia ) , il mio abissare
lento è omesso
fra altre risa.
***
AUTOBUS
Non è un io
di ieri che ti guarda
nonno
non è l'attimo che ha già varcato
nelle mani scabre
sulla fronte amara
pur impresso
il tempo
che s'ammutinava.
Altri jeans sdruciti
vanno avanti a parte
dietro anch'essi a un nesso
che s'adeguerà.
Non è il mio futuro
che ti vede adesso.
E' un presente oscuro
che si rivedrà.
***
VUKOVAR
Non abbiamo saputo ascoltare
i sassi che anche avevano imparato
e non potevano crosciare sui sordi
l'urlo di rombo e del silenzio dopo
la paura.
Non abbiamo voluto guardare
nella legge che una legge è fango
che si sgretola al secco del vento
delle tasche del nostro possesso
nelle foglie l'autunno.
Quanto abbiamo saputo intonare
. . . della vita d'amore . . .
. . . che l'amare è creare . . .
della forza del fare.
Quanto abbiamo aborrito
insozzare
la coscienza
la sorte.
Ed avremo creduto di alzarci
questa sana ragione
nelle cifre reinsorte
dei fervori distanti .
***
BUONA NOTTE !
Dopo i silenzi
alla nostra giornata
diamo la notte
la barriera arresa .
Il suono e la tua guerra
all'indolenza
la guerra
la sua scossa ad una rocca
la retrazione che c'inchioda al passo
le armi dell'emozione che trasmoda...
oltre domani negano
gittata .
Il campo alla battaglia resta , uguale .
Quel che non copre l'aria chiude il grembo
che non tocchiamo . E nella notte
all'altro
ci prepara .
"L'utile è ... un concetto
ricorsivo, senza una base
se non l'inutile."