CHI-ODI    SENZA   PARETE

 

di

Gae   Spes

 

Ed io, io cambiato,

io, chiedere appagato,

vado dove non sono

più giorni a eterne ruote.

 

( J. Orten )

 

 

 

 

 

SIMBOLO

 

Non mi son dato insorgere

alle parole intorpidite al simbolo

che mi risuona anche laddove c'è

sorgente disponibile alla presa ,

 

per questo secondario inebriamento

che reincatena in quei

momenti di metallica

resa dei nomi .

 

E un cielo è che mi trasporta

forse come potrebbe la radice

all'apparenza inutile

del disparire .

 

 ***

 

MANI

 

Alza in esse i tuoi cuori

le tue trame eleganti

scrivi i tuoi mudra dentro

geometrie del latente

e l'infausto toccare

quello che non percuote .

 

E sia tanto toccare

per un cuore di forme .

E che sia carezzare

per il cuore che batte

per un cuore che scorda

la sua pelle incantata .

 

Leverai verso il cielo

le tue mani pregando

quando terra avrai avuto .

 

 ***

 

AL MENO

 

Pure qualcosa dire ,

poiché non v'è pretesa di risparmio

di segno che non pare segno

d'altro appoggio ,

 

e nella presunzione di raccordo ,

se non all'oltrepalco, almeno

al visto coro artefice

del lungo palio ,

 

ci conviene ,

fermare al meno labile

iconico

ciò che colora ,

 

equivalendo all'ultimo

giro delle premesse

l'una

all'altra .

 

 ***

 

 

LUGUBRE ATONIA

 

Lungo il lucido

pratico, sdrucciolevole proemio

alla nostra teurgica teoria ,

nel commerciale antidoto alle scuri

di tomba ed alle ascetiche

colme anticipazioni ,

 

alla storia che grandina ritorni

infuocati ai destini bagnati

della sorda proclitica scossa

nell'enfatica mossa

che ci erige a immortali

parassiti d'un senso ,

il verme non digiuno e già il batterio

si avvicendano lenti

a fermi avanzi .

 

***

 

Festa

 

Azzurrità dal giorno

mi tirano i passi

per le strade nettate

alla domenica.

 

Giocosità di visi arcaici

aperti sole di vacanza

mi affrontano le tenebre

del tedio...

 

E voglia sempre il giorno

rintuzzare

i miei pensieri assenti

dalle notti schiacciate

con i gatti randagi.

 

***

 

Con te

 

Con te sfiorare, di quieti interminate

l'invisibile sponda, sui passi levitare

il mio anelito cavo, insanabile gorgo.

 

E con te ritornare

alle spiagge risibili

sopra sassi che aguzzi ci frenano,

ci nascondono il cielo.

 

Ai suoi occhi, miriadi brillanti

testimoni ammutire il sussulto.

Domandarti perdono

di sorreggermi solo,

non amarti per primo.

 

***

 

Homo sapiens

 

Posso poetarmi addosso tutto il sangue

dei riscatti dal crudo della notte,

posso portarmi dietro tanto mondo

di visione pletorica, assordante

competenza, d'arcano, àrgani attenti...

derisioni,

cantate, e ponti spenti.

 

Posso fruire di arti incandescenti,

condirmi dentro spazi prepotenti...

 

senza muovere un dito

verso il giorno.

 

***

 

HATHA

 

Se il sole non mi troverà, domani

accanto a te,

sarà perché la luna m'avrà catturato

ancora, e alfine avvolto in sé

da me travolto,

da lui distolto adito di vita,

mente di gioia,

che dona ardere di luce

e non esplora.

 

Sarà perché da lei sono ammaliato,

nitore pavido di riflessa facie,

e dal suo freddo che mi studio in vano,

e mi carezza col suo buio manto

che già m'accolse quando fui esalato

e concepito

quanto mi spegne esausto nei furori,

che sempre furono e sempre più si fanno,

e tramontati uguali sfanno.

 

Sarà perché colori m'accecarono

e il suono m'ha stordito

di mente che ha allacciato

e saturato, e tormentato

di lava suadente che s'indura,

s'è pervertita la danza dei suoi mostri.

 

Sarà perché il mio buio non m'avrà voluto.

 

Sarà perché il mio cielo non avrà saputo

sostarle accanto.

 

***

 

OMBRE

 

S'elevano altezze nei boschi

di strade e cemento,

che ascolto da solo, le notti

 

d'insazio lamento.

S'aggirano assorte e incoscienti

dimentiche d'essere umane,

confuse nel buio e nell'ombre

di luci soffuse, o abbaglianti

nei suoni ritmati, o stridenti

in voci suadenti, o sprezzanti ;

in sguardi avvolgenti,

timori diffusi.

Non cercano glorie,

e forse non storie

da offrire a se stesse nei giorni nascenti,

per gli anni crescenti.

 

S'arrestano accanto :

trasformano vivere e morte

in tacito canto.

 

***

 

SALVEZZA

 

Non sarà la tua musica, non

le tue parole alate,

lo spirito ricco, lo starbene ;

non saranno i tuoi libri, le culture,

la scienza sacra, la profana

schiera d'amici,

i tuoi abbandoni, le gracili

fiduce e la tua fede ;

non saranno il tuo sforzo , il tuo prodotto,

il tuo produrre, il tuo volere,

la tristezza, la tua distruzione,

coi suoi scuotimenti, rasserenamenti ;

non sarà

l'inquietudine, la tua, la nostra

 

a salvare il tuo mondo. Non sarà

la salvezza

a donarti ragione.

 

***

 

FUOCHI

 

 

Non vedo aria che possa alzare l'anima,

fra bassi uccelli zeppi ed impettiti

che tra le fosse sanno razzolare,

ma con le grasse piume non cercare il cielo.

(Pollo fra loro.)

Non s'apre cielo che voglia trascinarmi

fra alteri falchi che su virano alti,

ma con la preda sotrto che li adima,

e dagli arcigni rostri stridono

e i goffi salti giù deridono.

I miei fantasmi si librano stasera

fra brevi fuochi di luce costruita

che questi uccelli indomiti e pensanti

volgono al buio fieri di perizia,

e brune polveri ne vedono

in ritorno.

 

***

 

SOGNO

 

Al cospetto del tempo,

nel sonno del passato e del futuro,

la libertà è un balocco

con cui sognamo di giocare.

 

E il tempo passerà sulle passioni

finché avremo mutamento.

Ed esse segneranno il nostro corpo,

e questo le beffeggerà

finché avremo sentimento.

 

E' il tempo.

Giocherà con noi,

finché sia sogno.

 

***

 

OCEANI

 

Chiedimi

che cosa mi anima

cosa m'ha portato a avvincere una complicità.

Stimoli

a una breve vanità

senza me

te.

 

Guardalo,

non cerca che illudersi

questo corpo che consacra alle sue voluttà

attimi

di sperata unicità

senza un se

né un

per.

 

Sentili,

seppure non parlano

questi oceani di abbandono che nessuno berrà.

Nuotaci,

tanto non vi affogherà

la tua

LI

BER

TA'.

 

***

 

PALETTO

 

Dove voli, mio cuore,

quando il giorno passato ti stanca ?

Non c'è solo un paletto

fra il tuo mondo e la luna !

 

Dove sali, mio amore,

quando il canto passato ti stanca ?

E' poesia, non acore,

diluvio che ha in sorte lacuna !

 

In un sogno che al corpo s'abbranca

non vuoi essere solo

in assetto

di membrane stridenti.

 

***

 

Où t'envoles tu, mon âme,

quand le jour qui est passé te fatigue ?

Il n'y a pas que ta clenche...

entre toi

et la lune.

 

***

 

All'albero dei desideri

 

I miei colori troppo

incastonati a un suolo amato

non sono luce sotto

il fiume che cancella.

 

Non sopravviveranno

alla corrente

sul mio lembo al greto.

 

Cosa n'è delle accese

risorse d'artefatto

dei bei simboli appesi

al picco del mio tratto ?

 

Perdermi è tutto

quanto mi solleva

da forma spinta contro forma in vanto

da vitree estasi d'innovazione.

 

Perdermi come un sorso

nel mare che risuona

distese di completo. Perdermi

 

in un silenzio, come nota alzata

carpita solo

perché poi finita.

 

Perdere una costituzione

e la dissoluzione.

 

Perdermi non per me.

 

 

***

 

UN SOLO NOME

 

Non si può di più tingere il mondo

con si' tante parole e ragioni

e con troppe architravi.

 

Non si può qui sopprimere e opprimere

carezze ed inganni,

con immani legioni di storie,

seppure di cielo.

 

Non più ancora segnare le menti

d'altre vite, altre genti.

 

Non più stringere teli e sudori.

 

Basta solo nel tempio la via

d'una frase follia.

 

***

 

O B L I O

 

A fresco verde non

è più che oblio

delle native antecedenti zolle

ed a profumi rigogliosi

inebria le sue linfe

cieco alle secche sorti.

Non nella forma l'ultimo

è provato

non nella prova che

l'ha conquistato.

All'arso ramo è un nodo

il vecchio anno

ed il ricordo delle molli estati

resta a accettare un arido destino

che possa nascere infuso

in nuovi forti.

Non nella sete

l'animo è calmato

non nella calma cui

s'è abbeverato.

 

Sorsi d'amaro anche

a chi non vale

l'orco del fare madido adulare

senso braccare e sensi

tacitare

a chi rimette a un piano le sue pene.

 

Non nell'arrendere

il timore è amato

non nell'amore

che l'ha mascherato.